Sottotitoli

Soy Cuba
Nikita Krusciov
Unione Sovietica
Michail Kalatozov
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Soy Cuba

Dramma diretto da Michail Kalatozov
1964 - Mosfilm, ICAIC
Я — Куба
IMDB: 8.2

Il film fu il frutto di una coproduzione sovietico-cubana che illustra le miserie della popolazione cubana e la sua voglia di riscatto dal regime di Batista, finendolo con la rivoluzione di Fidel Castro.

Sottotitoli a cura di Umberto D.

Contesto storico e sociale

Nel gennaio del 1959 il rivoluzionario Fidel Castro ottiene la vittoria in una lotta armata per il potere durata sei anni. Il dittatore cubano Fulgencio Batista fugge all'estero e Castro diviene primo ministro di Cuba. Castro proclama subito il carattere socialistico della rivoluzione Girato nel 1964 durante la guerra fredda, questo film di propaganda spietatamente anti-americano referisce al capitalismo e le sue conseguenze disgraziatissime sull'isola caraibica.

La crisi, che per poco non trascinò le due superpotenze mondiali in una guerra nucleare, trasformando la Guerra fredda in aperto conflitto, iniziò nel 1961, quando gli Stati Uniti piazzarono in Turchia i missili balistici Jupiter, capaci di raggiungere Mosca, e considerati dai sovietici una grande minaccia.

L’Unione Sovietica rispose per le rime, schierando un contingente di oltre 50 mila soldati e armi nucleari a Cuba, suo nuovo alleato comunista caraibico. L’isola fu immediatamente bloccata dalla Marina degli Stati Uniti.

Solo una stretta collaborazione tra Nikita Khrushchev e John Kennedy nell’ottobre del 1962 scongiurò il conflitto nucleare. Di conseguenza, i sovietici rimossero i loro missili nucleari da Cuba, e gli Stati Uniti tolsero il blocco e spostarono gli Jupiter fuori dalla Turchia.

Curiosità e riconoscimenti

  • I consulenti tecnici del film sono stati: Fidel Castro (1926-2016), Raul Castro (1931) e Che Guevara (1928-1967). Tutti e tre hanno portato la troupe cinematografica nelle montagne della Sierra Maestra, dove si nascondevano durante i preparativi per la rivoluzione.

  • Il film è noto per la sua pregevole qualità tecnica, a cominciare dalla fotografia di Sergej Uruševskij e dalla complessità dei movimenti di macchina.

  • Alla sua uscita il film non piacque a nessuno. La causa va ricercata proprio in ciò che a prima vista è il suo pregio: la grande qualità tecnica e artistica. Fu tacciato di un inutile estremismo tecnico che metteva in secondo piano i suoi contenuti. La forma prende il sopravvento sulla sostanza provocando la caduta del fine per cui fu girato: esaltare la rivoluzione e mitizzare i protagonisti della lotta.

    I giornali titolavano No Soy Cuba, denunciando l'incapacità del film di interpretare la vera anima cubana. Kalatozov fu accusato di non conoscere Cuba, di aver girato un film su un qualcosa che non aveva compreso. In particolare il ritmo sospeso del film, i lunghi piano sequenza non trasmettevano affatto la vera indole del popolo cubano. In barba al grande impegno umano ed economico con cui fu realizzato cadde in breve nell'oblio. Invece In Unione Sovietica, che ha finanziato le riprese, hanno dichiarato che il film è troppo concentrato su "arte per l'arte stessa". Il regista Mikhail Kalatozov è stato accusato di formalismo.

  • Fu grazie a Martin Scorsese e Francis Ford Coppola che il mammuth fu ritrovato e scongelato. Nei primi anni novanta il film fu altamente rivalutato e innalzato al rango di suprema opera cinematografica. Dal già citato documentario di Vicente Ferraz si scopre che Scorsese esalta il film di Kalatozov, affermando che se lo avesse visto agli inizi della sua carriera sarebbe stato un regista diverso.


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