Doppiaggio

Sottotitoli

Nostalghia
Jurij Andropov
Unione Sovietica
Andrej Tarkovskij
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Nostalghia

dramma diretta da Andrej Tarkovskij
1983 - Mosfilm, Rai
Ностальгия
IMDB: 8.1

Un poeta sovietico, Andrej Gorčakov, è in Italia per scrivere la biografia di un compositore russo del XVIII secolo, Andrej Sosnovskij. Insieme a lui è la sua interprete, la bella e irrequieta Eugenia. Durante una tappa a Bagno Vignoni, Gorčakov conosce il vecchio Domenico, un uomo ritenuto da tutti matto perché, vari anni prima, è rimasto rinchiuso in casa per 7 anni con la sua famiglia in attesa della fine del mondo. Gorčakov è attratto dall’uomo e va a trovarlo. Durante il lungo dialogo fra i due, Domenico affida a Gorčakov la missione di compiere in sua vece un rito salvifico: attraversare con una candela accesa la piscina di acque termali di Bagno Vignoni.

Contesto storico e sociale

"La condizione di malattia porta il protagonista nella direzione del rifiuto: rifiuto del paesaggio e delle bellezze artistiche dell’Italia. Giunto in Toscana, infatti, sceglie di non recarsi a visitare la Madonna del Parto di Piero della Francesca, pur desiderando da tempo di vedere il dipinto, poiché troppo stanco – come egli stesso afferma – di vedere «bellezze eccessive».

Nella figura del protagonista del film possiamo intravedere lo stesso Tarkovskij: dall’inizio degli anni Ottanta, infatti, il regista è stato costretto ad una sorta di ‘esilio’ dalla sua terra e a girare i propri film lontano dalla Russia (dopo Nostalghia, girato in Italia, l’ultimo film del regista, Sacrificio, del 1986, verrà girato in Svezia) e, sempre lontano dalla sua patria, morirà nel 1986 a Parigi per un male incurabile.

Il rifiuto opposto da Gorčakov di fronte alla «bellezza eccessiva» della Madonna del parto rispecchia le idee del regista stesso riguardo all’arte italiana, soprattutto quella rinascimentale; secondo un aneddoto riportato da Francesco M. Cataluccio, infatti, Tarkovskij, agli Uffizi, riusciva a vedere solo le prime sale relative alla pittura sacra medievale, mentre doveva fermarsi di fronte alla pittura rinascimentale, molto lontana a suo avviso dalla semplicità e dalla sacralità delle icone russe. Se Gorčakov è stanco di vedere troppe «bellezze eccessive», lo stesso Tarkovskij, come annota in un appunto dei suoi diari (tradotti e pubblicati postumi), dopo aver visitato l’arte e l’architettura fiorentina, è «semplicemente ammalato», «crollato»."

Dall'articolo di Paolo Lago “La seduzione dell’Altro: dinamiche del desiderio in Nostalghia di Andrej Tarkovskij”

Curiosità e riconoscimenti

  • Nel film troviamo delle immagini del paesaggio toscano e sabino: la cripta della chiesa di San Pietro a Tuscania, l'abbazia di San Galgano, Bagno Vignoni, la Val d'Orcia e la chiesa allagata di Santa Maria in Vittorino a Cittaducale.

  • Il ruolo principale nel film doveva essere interpretato da un amico di Tarkovskij ed il amato attore, Anatolij Solonitsin, ma l'attore morì di cancro ai polmoni nel giugno 1982, ancora prima che è stata scritta la sceneggiatura per il film. Più tardi, il ruolo è stato offerto ad Oleg Jankovskij, per quale è stata scritta la sceneggiatura appositamente.

  • Per creare un personaggio più autentico, Tarkovskij ha portato Jankovskij in Italia e lo ha lasciato da solo in un albergo per diversi giorni.

  • Le immagini dello straziante cammino di Jankovskij con lume di candela sul fondo della piscina nel finale del film, sono considerati classici di livello mondiale della abilità di fotografia.


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