Sottotitoli

Pokrovskie vorota
Jurij Andropov
Unione Sovietica
Kozakov Mikhail
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Le porte Pokrovskie

Commedia lirica diretta da Kozakov Mikhail
1982 - Mosfilm
Покровские ворота
Commedia
IMDB: 8

Kostik Romin, un giovane temperamentale e amante della vita, si trasferisce a Mosca per studiare all’università e si stabilisce in una kommunalka dove vive la zia, e con la sua negligenza e vivacità sconvolge la vita dei coinquilini, tutti intellettuali…

Sottotitoli a cura di Yulia Sergeeva e Marco Aloisi

Curiosità e riconoscimenti

  • La trama è basata sull'omonimo dramma di Leonid Zorin. Scritta nel 1974, la storia descrive la giovinezza dello sceneggiatore a Mosca, dove si era trasferito da Baku. L'unico personaggio inventato nel film è la zia, che Zorin non aveva nella capitale.

  • Con lo scenario pronto sulle mani, il regista Mikhail Kozakov era convinto che la sua intenzione di girarlo avrebbe ricevuto l'approvazione di direzione dell"Associazione creativa dei film televisivi", ma in una conversazione privata con il suo direttore al regista è stato notato che il film, in cui si manifesta la nostalgia per il disgelo di Krusciov, è fuori luogo all'inizio degli anni '80. Come compromesso, al regista è stato proposto di recitare il ruolo di Dzeržinskij (il fondatore del NKVD-KGB) ed in cambio lui otteneva la possibilità di girare il suo film. Alla fine il regista ha dovuto cedere.

  • La casa al civico 10 di vicolo Naščokinskj, che suscita il senso di nostalgia del protagonista (il regista si appare all'inizio e alla fine del film, recitando Kostik invecchiato), non è mai stata demolita, ed è ancora oggi al suo posto, sebbene sia stata in gran parte rimaneggiata.

  • Nella pellicola si può godere le inquadrature di quasi tutta la capitale, tra cui via Soljanka, l’edificio principale dell’Università di Mosca sulla Collina dei Passeri (allora Colline Lenin), la Casa Paškov, i palazzoni della periferia e il Cremlino.

  • La "kommunalka" ovvero coabitazione di estranei nello stesso appartamento è un fenomeno rigorosamente sovietico. Era un risultato della confisca dopo la rivoluzione russa (1917) da parte dello Stato di alloggi vuoti o aventi una quantità di stanze superiore al numero dei membri della famiglia abitante, per poi trasferirvi dei proletari.


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